REGGIO EMILIA – ‘Il quadro è ancora complesso, incerto e le previsioni vanno in continuità con il fatto che il 2025 sia stato un anno critico’ spiega Azio Sezzi, Direttore Generale Cna Reggio Emilia.
Per un’azienda artigiana su tre, tra quelle coinvolte nell’indagine congiunturale di Cna, l’anno che sta per chiudersi è stato caratterizzato da un peggioramento: il 35% delle imprese, contro un 28% che ritiene di aver migliorato la propria situazione.
Le restanti si considerano in una fase di stabilità. In generale aleggia una grande incertezza: un imprenditore su cinque ha preferito non esprimersi sul 2026.
“Pesano gli aspetti internazionali, le guerre che ci sono in giro per il mondo non aiutano. Pesano i dazi anche se non sono tra le criticità più indicate. Conta una crescita mondiale, e in particolare europea, più bassa del previsto. A livello italiano si parla dello 0,5 – 0,6%: sono percentuali che non consentono una vera e propria ripartenza”.
Il campione ha considerato 250 imprese, suddivise in dodici settori produttivi. L’edilizia mostra un rallentamento dopo gli anni del Superbonus, è in lieve ripresa la meccanica, il settore della ristorazione e dei servizi alla persona sta vivendo una fase di crescita. Una maggiore attenzione alle imprese artigiane è la richiesta dell’associazione al Governo centrale e alle amministrazioni locali.
Conclude Sezzi ‘L’85% delle imprese ci dice che i costi legati alla burocrazia sono aumentati: nelle fasi difficili le imprese vanno aiutate semplificando, togliendo quelli aspetti amministrativi e burocratici che vengono interpretati come qualcosa di non necessario’
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