REGGIO EMILIA – “Termina finalmente, dopo sei lunghi anni, il calvario di Alberto Ferrigno, che era stato ingiustamente condannato dal Tribunale di Reggio Emilia per l’asserita falsa autenticazione di una singola firma nel corso della campagna elettorale del 2014”. Queste sono le parole dell’avv. Tommaso Lombardini dopo che la Corte d’Appello di Bologna ha assolto con formula piena l’ex consigliere comunale e provinciale di Rifondazione Comunista di Reggio dall’accusa di aver violato la legge in materia di raccolta firme per la presentazione delle liste elettorali nella tornata elettorale del 2014.
“Per me si conclude un incubo”, afferma Ferrigno, “non ho mai infranto la legge e nessuno mi potrà ridare tutto quello che mi è stato tolto in questi lunghi anni, ho subito ripercussioni di ogni genere, che certamente mi hanno precluso diverse opportunità, lavorative e non, sono addirittura sparito dalla politica dopo aver mancato per pochi voti l’elezione nel consiglio regionale. Ho voluto rinunciare alla prescrizione (contro il parere di tutti), che mi avrebbe garantito il proscioglimento, per essere giudicato nel merito delle infondate accuse che mi erano state rivolte per ristabilire la dignità che mi era stata sottratta”.
“La sentenza di primo grado era estremamente lacunosa”, prosegue l’avvocato Lombardini, “per cui eravamo fiduciosi di poter ottenere un’assoluzione nel merito dalla Corte, consapevoli che la scelta di rinunciare alla prescrizione, sebbene potesse apparire rischiosa, ci avrebbe premiato”.
Una curiosità: Lombardini, ultimo leader provinciale di Alleanza Nazionale e poi esponente del Pdl, e Ferrigno per dieci anni si sono confrontati prima in consiglio comunale e poi provinciale su fronti opposti.






