REGGIO EMILIA – ‘L’ennesimo balzello per chi fa impresa’. ‘E’ uno scarico di responsabilità’. Sono le reazioni di molti operatori del settore di fronte a questo nuovo adempimento. Dal 1 aprile non è più una scelta: la polizza contro i rischi catastrofali è diventata obbligatoria per titolari di bar, ristoranti, hotel, strutture ricettive.
L’assicurazione riguarda eventi come sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre fenomeni atmosferici come grandine, trombe d’aria e nubifragi richiedono garanzie aggiuntive. Attenzione, inoltre, ad alcune specificità: la frana, ad esempio, è coperta se l’evento si manifesta in maniera ‘rapida’, se invece, si tratta di un evento ‘graduale’, non è coperto.
Ecco in proposito il comento di Elisa Azzolini, presidente provinciale Federazione Italiana Pubblici Esercizi. “E’ un elemento ulteriore in quadro internazionale di disagio e difficoltà, per cui ci sono malumori, inoltre ci sono state tante difficoltà interpretative del testo”.
Sebbene al momento non siano previste sanzioni pecuniarie per le aziende che non sottoscrivono la polizza, chi non si adegua all’obbligo non potrà accedere ad agevolazioni o contributi pubblici e, in caso di evento calamitoso, rischia di dover far fronte autonomamente ai danni subiti senza poter contare su eventuali indennizzi da parte dello Stato.
I costi di questa polizza variano ovviamente da area ad area e dipendono dalle caratteristiche dell’immobile: valore, dimensioni, posizione, tipo di attività. Indicativamente la spesa può variare da 300 a 2.000 Euro l’anno.
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