REGGIO EMILIA – Le donne vivono in media più degli uomini: l’aspettativa di vita è di 84 anni contro gli 81 degli uomini. Eppure si ammalano di più. Nella puntata de “Il Medico e il Cittadino” dedicata alla medicina di genere si è parlato proprio di prevenzione, diagnosi precoce e parità di accesso alle cure. “L’indicatore che ci dice qual è l’età nella quale ci sentiamo bene o abbastanza bene, nelle donne è diminuito da 59 anni e 56 anni mentre nell’uomo questo non è avvenuto” ha detto Cinzia Campari, Direttrice del Centro Screening Oncologici dell’Ausl IRCCS Reggio Emilia.
“La persona colpita, in questo caso la donna, percepisce questa incertezza finanziaria, insicurezza rispetto al futuro e senso di colpa che talvolta va a minare la qualità della vita tanto quanto la malattia” ha aggiunto Stefania Costi, dell’Unità di Ricerca dell’Azienda USL IRCCS Reggio Emilia e di Unimore. “Vediamo più frequentamente dei ricoveri per malattie psichiatriche, per ansia e depressione che sono due volte più frequenti nelle donne e anche questo è legato alle caratteristiche degli ormoni” ha sottolineato Annamaria Casali, Direttrice della Struttura di Medicina a indirizzo metabolico ed emocoagulativo del Santa Maria Nuova Reggio Emilia.
Oggi c’è una crescente attenzione alle differenze nelle patologie e nelle terapie che riguardano le donne, e anche al modo in cui affrontano una diagnosi oncologica. Un recente studio dell’IRCCS di Reggio, il primo di questo tipo, ha analizzato la tossicità finanziaria legata al cancro al seno, evidenziando quanto la malattia possa incidere anche sul piano economico. “I dati scientifici confermano che le donne si ammalano di più, consumano più farmaci, un 20-30% in più, 40% di integratori e possono avere due volte in più reazioni avverse ai farmaci” ha detto Luisa Vastano, Cardiologa e Specialista ambulatoriale dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia.
I dati scientifici confermano dunque che le donne mostrano una maggiore propensione ad ammalarsi: a pesare l’ansia del controllo e la somma di responsabilità che vanno dal lavoro alla vita domestica. Tutti fattori che rischiano di compromettere quella qualità della vita indispensabile per mantenersi in salute e, di conseguenza, ridurre le spese sanitarie. Chiediamo: Chi vedete di fianco alle donne quando ricevono le diagnosi oncologiche? “Le donne vengono spesso sole, quasi come una presa di responsabilità” risponde Elisa Gasparini, medico della Struttura Complessa di Oncologia dell’Ausl IRCCS di Reggio.
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