REGGIO EMILIA – Vivere a 1.500 o 2mila chilometri di distanza, lontano dai parenti e dalla propria terra, non è mai facile. Non è facile in condizioni normali per chi ha dovuto lasciare il proprio Paese per trovare un lavoro e aiutare in patria i propri famigliari. E’ ancora più difficile e angosciante se sei distante e se nel tuo Paese è scoppiata la guerra e la città dove vivevi e dove sono rimasti i tuoi affetti è bombardata tutti i giorni.
Per questo, le tante donne ucraine che in passato si sono stabilite a Reggio Emilia per svolgere il mestiere di collaboratrici domestiche hanno poca voglia di parlare. La domenica è il loro giorno libero e si ritrovano di solito in città, al Parco del Popolo, per vivere qualche ora in compagnia e in spensieratezza, anche se di spensieratezza in questo momento non c’è traccia. Chi accetta di raccontare ai nostri microfoni lo fa con la paura negli occhi.
C’è chi ha l’intera famiglia in Ucraina e attraverso la televisione vede la propria città completamente distrutta dalle bombe russe, come questa signora originaria di Cernigov: “Dove vive la mia famiglia, nonostante i bombardamenti, la situazione è ancora abbastanza tranquilla. Abbiamo comunque paura, questo è certo”.
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