REGGIO EMILIA – “C’è una tendenza all’incremento della domanda di prestazioni, alla quale dobbiamo rispondere con un’offerta che dev’essere adeguata. Il tema è quello delle risorse e del reperimento dei professionisti” dice il Direttore Generale dell’Azienda Usl di Reggio Emilia Davide Fornaciari.
Reggere il passo con l’aumento di richieste di esami e di visite specialistiche dovuto in gran parte a all’invecchiamento della popolazione: il noto fenomeno demografico complica l’obiettivo della sanità pubblica di far rientrare le tempistiche nei limiti fissati dalla legge. ‘Una delle chiavi per tentare di risolvere il problema è la presa in carico del cittadino. Stiamo investendo sulle case della comunità per far sì che il medico di medicina generale si faccia carico anche di una serie di esami, rispetto al tema della cronicità’ continua il Direttore Fornaciari. Determinante resta lo strumento delle preliste, che a luglio compirà due anni: ‘Delle circa 600mila persone inserite, ne abbiamo ricollocate l’82%. Il risultato a mio parere è buono’.
Tornando alle difficoltà riguardanti il reclutamento dei medici, risulta pressoché superata la criticità nel settore dell’emergenza urgenza. Tra maggio e luglio scadono gli ultimi contratti dei cosiddetti ‘gettonisti’ che lavorano nei pronto soccorso attraverso cooperative o altre società. Una modalità di assunzione che non è più consentita. Figure che il Santa Maria Nuova ha già smesso di inserire nei turni. Ne restano operative negli ospedali di Castelnovo Monti, Montecchio e Scandiano: ‘Riusciamo a superare questa necessità perché siamo riusciti a reclutare una decina di medici’ conclude Fornaciari.
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