REGGIO EMILIA – E’ stata rinviata all’8 giugno l’udienza preliminare che vede imputato per omicidio stradale aggravato dalla velocità una guardia giurata di 52 anni che un anno fa ha travolto e ucciso la 22enne di Reggio Emilia Sara Marzolino.
L’incidente mortale era avvenuto alle quattro e mezzo di mattina. L’automobilista, che aveva finito il turno di lavoro e stava tornando a casa, viaggiava a velocità sostenuta, fino a 91 km all’ora, come stabilito dalla perizia. Ha travolto la ragazza, scaraventandola su un semaforo a 26 metri di distanza sotto gli occhi dell’amica che era con lei.
Nella scorsa udienza i famigliari della giovane, tramite i legali Vainer Burani e Fabio Benati, si sono costituiti parte civile. Era presente anche l’imputato, assistito dall’avvocato Fabio La Mattina. “Non ha mai chiesto scusa e non ha nemmeno voluto guardarci in faccia” dicono i famigliari tramite i loro legali. Nel giorni scorsi sono arrivate le prime proposte di risarcimento che, se andranno a buon fine, potrebbero consentire all’imputato di patteggiare la pena.
Intanto lunedì, nell’anniversario dell’investimento mortale, il liceo Matilde di Canossa ha dedicato una targa alla ragazza. E nei prossimi giorni, organizzato da alcuni collettivi, si svolgerà il “Sarà Fest”, un festival di tre giorni dedicato a portare avanti le battaglie che stavano a cuore a Sara Marzolino. “Era molto attiva nel sociale e molto conosciuta anche fuori da Reggio Emilia per il suo impegno politico – racconta il padre – e i soldi del risarcimento li useremo per portare avanti le sue attività”.
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