REGGIO EMILIA – L’Ausl reggiana chiude il 2022 con un disavanzo di 7 milioni di euro: l’iniezione di risorse della Regione e le azioni correttive messe in atto dall’azienda hanno permesso di contenere le perdite, che inizialmente erano previste intorno agli 82 milioni.
Il disavanzo residuo sarà comunque ripianato dalla Regione, grazie a somme ricavate con l’avanzo del bilancio 2023. I consuntivi sono stati presentati nel corso della commissione regionale Politiche per la sanità. In tutta l’Emilia Romagna, il passivo preventivato era intorno agli 800 milioni di euro, dovuto tra l’altro alle spese per l’emergenza Covid non rimborsate dallo Stato. Davide Fornaciari, direttore amministrativo Ausl: “Il bilancio 2022 è stato caratterizzato dall’incremento dei costi energetici, dalla ripresa dell’inflazione che ha determinato un aumento dei costi delle materie prime, delle applicazioni Istat che abbiamo sui contratti, dall’innovazione tecnologica che ha comportato una spesa importante sui farmaci, in particolare sui farmaci oncologici”.
Per abbattere il deficit, la Regione ha attinto a risorse proprie grazie a una serie di aggiustamenti tra le varie voci del bilancio. Oggi il disavanzo della sanità emiliano-romagnola è di 84 milioni di euro, come dicevamo già ripianati. Alla provincia di Reggio Emilia sono arrivati circa 60 milioni di euro, che hanno dunque permesso di coprire la gran parte del passivo. “In piccola parte derivanti anche da un incremento del fondo sanitario nazionale – ha aggiunto Fornaciari – per il resto, da risorse di bilancio regionale. Poi, l’azienda ha fatto la sua parte: abbiamo registrato un contenimento dei costi sul fronte beni sanitari, sul fronte della parte dei servizi non sanitari, sulle utenze c’è stata una correzione di prezzi a fine anno che ha determinato un risparmio, pur rispetto a un notevole incremento di spesa di sei milioni”.
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