CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Da Sirte ha percorso 450 km a ritroso raggiungendo Tripoli e nel giro di un paio di giorni dovrebbe fare rientro in aereo in Italia. Un viaggio lungo la costa libica durato quasi otto ore.
Non é una resa, ma la constatazione che la situazione si stava facendo davvero molto complicata e rischiosa. Fabio Valenti, 65 anni, residente a Castelnovo Monti, é insieme ad altri due dei 13 italiani con cui ha preso parte dal 10 maggio scorso alla spedizione della Flotilla di terra. Un convoglio composto da una cinquantina di camion e da circa 300 persone (tra cui sanitari e ingegneri) promosso per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, parallelamente all’operazione via mare: la partenza é stata da Algeri con itinerario attraverso Libia ed Egitto verso il valico di Rafah.
Giunta nella Libia orientale, a Sirte, la spedizione é stata, però, bloccata dalle autorità locali e si sono venute a determinare condizioni ambientali difficili e delicate. Valenti nelle ultime ore si é messo in contatto telefonicamente con il figlio aggiornandolo sulla situazione e sulla impossibilità a proseguire.
L’uomo, pensionato, ex autista di corriere, é originario della provincia di Como, ha vissuto poi nel Parmense e si é stabilito da anni sull’Appennino reggiano. In passato aveva partecipato a spedizioni umanitarie in Bosnia ed è da sempre sensibile alla causa palestinese: già nel giugno 2025 aveva preso parte alla Marcia per Gaza partita da Il Cairo e diretta verso la Striscia, ma bloccata dall’esercito egiziano.
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