REGGIO EMILIA – Giù le mani da Aq16. “Si trovino le soluzioni giuridiche e amministrative, per regolarizzare la posizione dello spazio sociale all’interno della sua storica sede, ma si preservi questa preziosa esperienza”. A dirlo è Anpi Reggio Emilia che, nel pieno della bufera politica scoppiata dopo l’interrogazione di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e gli esposti presentati a enti e forze dell’ordine, scende in campo per difendere l’esperienza del centro sociale.
“La sicurezza dei cittadini e dei giovani – sottolinea l’associazione dei partigiani – non si tutela con comunicati sensazionalistici o con esposti a raffica a tutte le autorità possibili, ma lavorando con serietà, responsabilità istituzionale e rispetto delle persone coinvolte”. “Riteniamo – continua Anpi – che ogni spazio debba operare in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle normative, perciò bisogna trovare soluzioni che garantiscano legalità, sicurezza e continuità delle attività sociali e culturali”. Secondo Anpi, il dialogo tra amministrazione comunale e AQ16 è un fatto positivo.
Per una soluzione condivisa tra AQ16 e l’amministrazione che regolarizzi l’uso degli spazi, si schiera anche il capogruppo del PD in Sala del Tricolore, Riccardo Ghidoni, che precisa: “Su un punto vogliamo essere chiari: la sicurezza delle persone e dei luoghi viene prima di tutto ed è precondizione necessaria per lo svolgimento delle attività ed è un principio non negoziabile e che deve valere per chiunque”. Ghidoni però su un altro punto è altrettanto netto: “Sgomberare AQ16 sarebbe deleterio per la città, una non soluzione, ma solo una risposta dettata dalla propaganda”.
Il consigliere regionale di AVS, Paolo Burani, invece, ricorda il valore delle iniziative messe in campo negli anni da AQ16 e poi stigmatizza l’accostamento fatto da Fratelli d’Italia tra il centro sociale e la tragedia di Crans Montana: “Una città più sicura è prima di tutto una città che investe nelle sue comunità e nei suoi giovani – chiosa Burani – A Crans Montana si parlava di un locale commerciale pieno di minorenni, gestito per fare profitto, dove le norme di sicurezza non sono state rispettate e dove, davanti all’emergenza, la proprietà è fuggita. Una vicenda gravissima che merita rispetto e non strumentalizzazioni”.













