REGGIO EMILIA – Il focoso Landini contro l’elegante Orsini. Temperamento emiliano entrambi. Uno reggiano, l’altro modenese. Caratteri forti che reggono due organizzazioni fondamentali per il Paese. Su fronti opposti, ma consapevoli che un’intesa la devono trovare per il bene del Paese, perché lavoratori e imprese sono la vera forza motrice dell’Italia. Da giovedì inizierà il confronto ufficiale sulla piattaforma presentata agli inustriali da Cgil, Cisl e Uil. Nel frattempo all’Iren Green Park è andato in scena un primo assaggio.
Orsini ha lodato la stabilità del Governo Meloni, che oggi diventa il più longevo della storia repubblicana. “Credo che la stabilità sia un valore positivo – ha detto -, ci auspichiamo che il prossimo governo sia stabile a prescindere dal colore. Confindustria non sta con i colori, ma sta con le idee, con il Paese, con gli imprenditori”.
Landini ha invece picchiato duro sull’esecutivo. “Credo che ognuno di noi possa valutare come stava cinque anni fa e come sta adesso – le parole del numero uno della Cgil -, penso che ci sia stato un peggioramento secco delle condizioni, perché chi lavora fa fatica ad arrivare alla fine del mese, in quanto la tassazione è aumentata solo sui lavoratori dipendenti e sui pensionati”
Orsini ha sottolineato come Confindustria i contratti nazionali li abbia sottoscritti. “Credo che oggi insieme dobbiamo proprio parlare di crescita. Confindustria ha il 94% tra contratti non scaduti e contratti rinnovati”, ha affermato. Landini ha chiesto di più per i lavoratori: “Chiediamo che si cancellino i contratti pirata – ha detto – e che i contratti nazionali aumentino davvero il potere d’acquisto, che si introducano dei meccanismi di rivalutazione anche annua del salario in base all’inflazione”.
Ma ci sono due temi su cui l’intesa è totale: costo dell’energia e ruolo dell’Europa. E forse ce ne è anche un terzo: la necessità di ripensare al ruolo degli immigrati, forza lavoro per le imprese, lavoratori e non criminali per il sindacato. “Parlare di energia vuol dire parlare di competitività – ha ricordato Orsini -, quando ci si confronta con altri contienti dove il costo dell’energia è di molto minore ed è minore il costo della produzione e mi riferisco non al costo dei lavoratori ma a quello delle materie prime. E’ ovvio che per il nostro continente sta diventando un problema. Abbiamo bisogno di far crescere l’Europa e sperare che l’Euoropa abbia dei punti condivisi soprattutto sulla crescita”.
“O si investe sulle fonti rinnovabili – è il punto di vista di Landini – oppure noi continueremo a pagare il gas e il petrolio che non abbiamo e continueremo ad essere non indipendenti. C’è bisogno di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati. Questo è il modo per creare lavoro e per far crescere il nostro Paese. Al centro deve tornare la persona, il lavoro, la giustizia sociale. Addirittura le imprese dicono che non stanno trovando le persone e che fanno fatica ad avere le competenze. E questi continua ancora a raccontare per un tornaconto elettorale che saremmo un paese invaso quando in realtà sono di più i giovani italiani che se ne vanno via dal nostro Paese che gli stranieri che qui vengono a lavorare”.
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