CORREGGIO (Reggio Emilia) – Sono entrate nella storia le immagini di Dorando Pietri, modesto garzone di fornaio nato a Mandrio e vissuto a Carpi, che stravolto dalla fatica tagliò per primo il traguardo della maratona olimpica del 1908 a Londra, ma fu squalificato perché sorretto da un giudice di gara. Dorando fu premiato dalla regina d’Inghilterra come vincitore morale e il suo nome è diventato leggenda.
Tuttavia, la sua biografia non è fatta solo di glorie sportive. Fabio Montella, ricercatore storico modenese, con una paziente ricerca in archivi locali e nazionali ha fatto piena luce su trascorsi oscuri del grande maratoneta in un libro, “Bagliori d’incendio”, sull’avvento del fascismo a Modena che uscirà a fine settembre. “Il primo episodio si riferisce a una spedizione che avvenne nel basso Mantovano – ha spiegato Montella – quando alcuni fascisti carpigiani misero a ferro e fuoco alcuni paesi, bastonando gli oppositori politici. Nel secondo caso, fu coinvolto come autista nel duplice delitto di Quartirolo di Carpi, quando vennero massacrati a pugnalate due giovanissimi adolescenti cattolici che nulla centravano con le contese politiche di quegli anni”.
Dorando Pietri partecipò dunque a spedizioni punitive a Moglia, a Pegognaga, a Bondeno di Gonzaga nell’aprile 1921. E poi, nel giugno 1922, a Quartirolo di Carpi dove furono uccisi due ragazzi di 15 e 16 anni solo perché uscivano da una balera in cui qualche giorno prima si era cantata Bandiera Rossa.
“Dai documenti che ho rintracciato – ha aggiunto Montella – emerge che l’adesione di Dorando Pietri al fascismo non fu un’adesione superficiale e tiepida, ma anzi piuttosto convinta. Separare l’uomo dal campione non mina a nostro parere la sua impresa, ma fa capire quanto subdolo e pervasivo sia stato il messaggio di violenza e di morte di Mussolini”.
Gian Piero Del Monte
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