REGGIO EMILIA -Domani, martedì 27 gennaio, in tutto il mondo si celebra il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto. Una ricorrenza che invita a non dimenticare quanto accaduto nella Germania nazista e nei campi di sterminio ma anche a riflettere su come si è arrivati a quell’orrore, come fatto alla Sala degli Specchi del teatro Valli da Frediano Sessi nel corso della presentazione del libro su Laura Geiringer, sopravvissuta ad Auschwitz ma deceduta pochi anni dopo per le conseguenze degli esperimenti che aveva subito nel campo.
Una storia straziante ed emblematica, quella di Laura Geiringer, che racconta la brutalità degli aguzzini e i terribili esperimenti sul corpo dello donne del medico Carl Clauberg e le conseguenze sui sopravvissuti. Nel libro però c’è anche il prima, il percorso vissuto in Italia da tante famiglie ebree, dalla serenità alle leggi razziali, fino alla deportazione, per Laura e la sua famiglia, di cui fu l’unica sopravvissuta, nello stesso convoglio di Primo Levi che nell’introduzione di “Se questo è un uomo”, ricordava come quando si considera l’estraneo un nemico e questa nozione diventa politica, inizia il percorso che porta agli stermini di massa.
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