RUBIERA (Reggio Emilia) – C’è anche la Rubiera Special Steel tra le quattordici aziende italiane del settore siderurgico che hanno presentato una manifestazione di interesse per l’acquisto dell’ex Ilva. L’acciaieria che ha sede a Casalgrande, in via XXV aprile, fa parte della squadra voluta dalla Federacciai, insieme a veri e proprio colossi, come Marcegaglia e Arvedi.
La cordata è pronta a rilevare il complesso di Taranto, uno dei più grandi in Europa, attualmente gestito dallo Stato in amministrazione straordinaria. Non interessa l’area a caldo, chiusa a fine luglio dal tribunale di Milano. E’ la parte in cui le materie prime vengono trasformate in acciaio attraverso la fusione negli altiforni, quella più impattante dal punto di vista ambientale e sanitario, per l’emissioni di sostanze inquinanti e per la presenza di amianto.
Proprio la decisione dei giudici potrebbe aver sbloccato la situazione e aver facilitato la presentazione della manifestazione di interesse da parte degli imprenditori italiani. La Rubiera Special Steel è leader mondiale nella produzione di acciai speciali di qualità. L’azienda è nata nel 1965, fondata da Franco Testi con il nome di Acciaierie di Rubiera. Finita nel 2013 in concordato preventivo, è stata acquistata dalla famiglia Galperti di Sondrio, titolare della holding Ismf. Conta 150 dipendenti, produce 200 mila tonnellate di acciaio all’anno per un fatturato di oltre 200 milioni di euro.
L’azienda reggiana ora dunque figura tra i principali nomi dell’acciaio nella cordata italiana, caldeggiata anche dal Governo che da tempo cerca di vendere lo stabilimento di Taranto. La proposta d’acquisto si affianca a quella degli indiani di Jindal e del fondo americano Flacks.
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