REGGIO EMILIA – “La legge sul femminicidio era molto attesa dall’opinione pubblica e sancisce la rilevanza terribile di un fatto criminoso che andava evidenziato in legislatura e lo ha fatto” – ha esordito il professor Cadoppi. “Dal Femminicidio alla riforma della violenza sessuale” è il titolo dell’incontro che si è svolto ai Chiostri della Ghiara, un’iniziativa dell’ordine degli avvocati di Reggio.
La legge 181 del 2 dicembre 2025 ha introdotto il delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime. I casi, però, restano frequenti. Gli episodi di violenza sono allora inevitabili?. “Non si possono risolvere, si cerca di arginare – risponde Maria Rita Pantani, sostituto procuratore della Repubblica – Ci sono degli studi che ci dicono quali sono i fattori di rischio per le recidive. Il braccialetto elettronico lo abbiamo come strumento di controllo alcune volte vediamo che non funziona. Dalla violenza si deve e si può uscire, bisogna denunciare e uscire dalla spirale della violenza”.
In apertura, il professor Alberto Cadoppi ha sottolineato l’importanza della prevenzione. Concetto ribadito anche dal Giudice delle indagini preliminari Silvia Guareschi. “Lo strumento più efficace è la prevenzione – dichiara – Quando un fatto è compiuto, è compiuto: se questo ha conseguenze irreversibili, nessun processo può restituire alcunché. Invece con la prevenzione, si persegue lo scopo più nobile che è quello di prevenire il fatto”. Nel corso dell’evento, presentato il libro “La tutela delle persone vulnerabili”. “Questo libro, per la prima volta – conclude Michele Papa, ordinario di Diritto Penale all’Università di Firenze e autore del libro – svolge un’analisi complessiva della materia in considerazione con un dettaglio molto articolato sia per quanto riguarda il diritto penale, sia per la procedura penale”.
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