REGGIO EMILIA – “Avevamo il caschetto e non eravamo in una zona di guerra, ma quello sembrava. Nel senso che di fatto Milano, il centro della città, è stato trasformato in uno scenario da guerriglia urbana“. Matteo Castagnoli, reggiano, cresciuto nella redazione di Reggionline, da tre anni scrive per il Corriere della Sera. Nel fine settimana è stato tra i cronisti che hanno seguito da vicino momenti di tensione che a Milano non si vedevano dagli “anni di piombo”.
“Sabato e domenica pomeriggio, tra l’altro con turisti e passanti che erano impegnati nello shopping, persone che si rifugiavano dentro le librerie, nei dehors dei locali, i bar che abbassavano le serrande per evitare che venissero distrutti – racconta – Dovevi sempre guardarti non solo davanti o dietro, ma anche in alto, perché quello che pioveva dal cielo erano blocchi di marmo, di porfido, sanpietrini grossi come una mano. Tant’è che i feriti nella prima giornata sono stati più di 100 tra polizia, carabinieri e forze dell’ordine sul posto”.
Dagli scontri con la polizia i teppisti sono passati, il giorno dopo, a mettere nel mirino i negozi. In gran parte minorenni i protagonisti degli assalti, diversi di loro denunciati per devastazione e saccheggio: “Attività commerciali e store delle grandi catene sono stati completamente distrutti. Abbiamo avuto scene di guerriglia da via Torino, che è una delle vie che sbucano in Duomo, una delle vie principali per lo shopping milanese, negozi come quello della Champion’s, lo store Vodafone. Il Carrefour è stato completamente ribaltato da questi ragazzi che intanto si filmavano, trasmettevano in live su TikTok queste scene veramente di guerriglia urbana”.
Giovanissimi, dai 12 ai 16 anni la fascia d’età maggiormente presente. Arrivati dall’hinterland, di seconda e terza generazione, dunque italiani, e in molti casi italianissimi.
“Ragazzi di famiglie normali, che chi indaga dice siano lì anche un po’ per noia, per il gusto di spaccare tutto. È qualcosa di nuovo che si ispira al modello francese, ma senza quella carica ideologica. Ieri ci sono stati diversi ragazzi recuperati dai genitori arrivati in macchina a prenderli. Questo ci deve far aprire una riflessione sul disagio giovanile”.






