REGGIO EMILIA – Venti, una parola e un doppio significato. La nuova edizione della Notte dei Racconti ha visto, come ogni anno, bambini e adulti uniti nel raccontare storie. Le scuole reggiane hanno aperto le loro porte per una lezione molto speciale che ha coinvolto i piccoli studenti degli istituti insieme ai genitori e agli insegnanti.
Siamo andati all’istituto comprensivo Ligabue, nelle scuole San Giovanni Bosco e Don Milani, per un momento che ha permesso di accorciare le distanze attraverso emozioni da leggere, ascoltare e narrare. “É un momento di meraviglia in cui la lettura entra nella scuola in modo diverso. Noi leggiamo tutti i giorni con i bambini e le bambine, ma oggi è davvero attraversiamo barriere confini non solo con i bambini, ma anche con i genitori” – ha dichiarato Barbara Bertani, insegnante della San Giovanni Bosco.
Come dicevamo, “venti” è la parola chiave di questa edizione: è l’anniversario del progetto culturale Reggionarra, partito nel 2006, che ogni anno porta la narrazione nella vita dei reggiani. “Venti di storie” è il tema del 2026, i colori di questa edizione sono l’azzurro e il blu che rappresentano il cielo e del mare.
Tra i lettori alla Don Milani anche il nostro giornalista Alessio Fontanesi. “La nostra scuola è diventata la casa del vento, venti di storia per celebrare vent’anni di Reggionarra – ha esordito Teresa Sorrentino, insegnante di sostegno della Don Milani – Per noi è un’emozione fortissima che ha unito tutti quanti. Un vento soffia nella nostra scuola per abbracciarci, unirci, cullarci e trasportarci nel mondo delle storie. I bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, i genitori, gli educatori e le maestre, sono qui tutti insieme in una voce corale per abbracciarsi ed ascoltare le storie. Può portarci tanta immaginazione, tanta fantasia e può connetterci in un mondo dove la connessione spesso ci porta a essere distanti e lontani. Noi vogliamo il contatto reale”.
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