REGGIO EMILIA – Non un semplice locale o un luogo di ritrovo, ma uno spazio di confronto, di promozione culturale e di impegno civile. E’ stato questo la Ghirba, da quando, nel 2013, la G.a.3, Generazione Articolo 3, ha preso in mano la gestione della Biosteria della Gabella, nel tratto finale di via Roma, proprio accanto all’arco di Santa Croce.
Un’esperienza che sta arrivando al termine: l’associazione interculturale nata qualche tempo prima ha deciso di non partecipare al nuovo bando pubblicato dal Comune e la Ghirba potrebbe chiudere a fine gennaio. ‘Una decisione sofferta ma inevitabile” – ci spiega l’attuale presidente dell’associazione G.a.3 Dalila Longo -“Di fronte ai costi sempre crescenti che rendono l’attività insostenibile economicamente e le sempre più stringenti norme relative alla organizzazione di eventi in spazi limitati e per piccoli gruppi di persone”.
In questi tredici anni le iniziative non sono mancate. L’esperienza della Ghirba è nata con l’obiettivo di promuovere i prodotti del territorio e un consumo attento, proponendo, tra i primi a Reggio, piatti vegani e vegetariani. Poi sono arrivati i concerti, le presentazioni di libri e i dibattiti, su temi quali il femminismo e l’educazione sessuale. Poi l’impegno per rivitalizzare una zona complessa, come quella di via Roma e la partecipazione al circuito Off con l’esposizione delle mostre fotografiche nell’ambito di Fotografia Europea. Al centro di tutto, la difesa e la promozione dei diritti civili, della scelta della propria identità sessuale, della consapevolezze e dell’autodeterminazione.
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