REGGIO EMILIA – Negli ultimi giorni del 2025 sui conti della Fondazione Manodori sono confluiti 24 milioni di euro. Questo maxi-accredito è l’esito di una operazione particolarmente felice: la vendita di un pacchetto di 350mila azioni Unicredit al prezzo medio di 68,5 euro. Per controvalore si tratta della più importante cessione di azioni della banca dal lontano 2013, quando la Fondazione reggiana incassò poco meno di 26 milioni di euro per la vendita di 5 milioni di titoli. L’operazione di fine anno, però, ha comportato una plusvalenza assai maggiore rispetto a quella del 2013: addirittura 18 milioni di euro, visto che i titoli venduti erano contabilizzati a bilancio con un valore di carico di 18,6 euro per azione.
Gli organi della Manodori hanno ora avviato una riflessione sul reinvestimento dei proventi. L’idea di fondo è quella di convogliare una parte dei fondi su prodotti obbligazionari e una parte sul mercato azionario, selezionando titoli che garantiscano un buon flusso di dividendi. L’ente di via Carducci possiede già pacchetti di azioni di diverse banche (Banco BPM, Bper Banca, Intesa Sanpaolo), di Eni, Enel, Iren e Poste. Tutti titoli che nel 2025 hanno registrato forti crescite. Recentemente la Manodori ha anche arrotondato la propria partecipazione in Cassa Depositi e prestiti, società che da anni distribuisce robuste cedole.
Con l’ultima operazione sui titoli Unicredit, il peso della partecipazione bancaria è sceso attorno al 32 per cento del totale del patrimonio. In portafoglio restano ora 1,605 milioni di azioni. Sono iscritte a bilancio per meno di 30 milioni di euro, ma oggi hanno un valore di mercato di 115 milioni.
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