REGGIO EMILIA – Al teatro Ariosto di Reggio arriva martedì 3 e mercoledì 4 febbraio (ore 20.30) uno dei testi più feroci e dolorosi di Tennessee Williams: La gatta sul tetto che scotta, nella regia di Leonardo Lidi.
Siamo nel Sud degli Stati Uniti, dentro casa Politt. Il padre sta morendo di cancro e attorno al suo letto si consuma una guerra silenziosa fatta di bugie, eredità, desideri repressi. Margaret vuole salvare il suo matrimonio con Brick, ex campione di football ora alcolizzato e distante. I cognati tramano per l’eredità. La madre si aggrappa alle apparenze. E sotto la superficie di tutto questo perbenismo, c’è un segreto che nessuno vuole nominare.
Williams scrisse questo dramma nel 1954, ma le sue domande restano brucianti: cosa siamo disposti a sacrificare per stare dentro una famiglia? Quanto pesano le aspettative sociali sulle nostre vite private? E se il vero inganno fosse proprio il modello di felicità che ci viene imposto?
Leonardo Lidi – regista tra i più interessanti della scena italiana, attivo anche nel cinema e in televisione – aveva già portato in scena Williams con Lo zoo di vetro. Dopo la trilogia čechoviana, torna al drammaturgo americano con un approccio netto: “Quando ho letto sui giornali il ritornello della donna che deve sentirsi realizzata solo in quanto madre, ho deciso di rispondere con La gatta sul tetto che scotta. Margaret dovrà fingere una gravidanza per non essere espulsa dal sistema-famiglia, per non essere considerata inutile, una creatura che non genera e quindi non esiste.”
In scena Valentina Picello (Margaret), Fausto Cabra (Brick), Orietta Notari (Mamma), Nicola Pannelli (Papà), Giuliana Vigogna (Mae), Giordano Agrusta (Gooper), Riccardo Micheletti (Skipper), Greta Petronillo e Nicolò Tomassini.










