REGGIO EMILIA – Tra settembre e ottobre dell’anno scorso Greenpeace ha svolto un’indagine a livello nazionale sulla quale ha poi redatto una mappa della contaminazione da Pfas delle acque potabili italiane. Il progetto, dal nome “Acque senza veleni”, è nato “per rispondere – scrive l’associazione – alla crescente preoccupazione della popolazione e per sopperire alla mancanza di dati pubblici a riguardo”. Dalla classifica stilata emerge che le acque reggiane sono le settime più inquinate d’Italia.
I Pfas, noti anche come “inquinanti eterni”, sono sostanze chimiche usate dagli anni ’50 in numerosi processi industriali e prodotti di largo consumo. Queste sostanze si accumulano nell’ambiente e sono da tempo associate a gravi rischi per la salute dell’uomo. La classifica è stata stilata considerando il parametro di legge dettato dalla “somma di Pfas”, ovvero 24 molecole il cui valore, a partire dal 2026, non dovrà superare 100 nanogrammi per litro. In base a questo criterio, le città con le concentrazioni più elevate sono risultate Arezzo, Milano, Perugia, Arzignano (VI), Comacchio (FE), Olbia (SS) e, appunto, Reggio Emilia. A livello regionale, basandosi sugli stessi criteri, è emerso che le situazioni più critiche si registrano in Liguria, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto ed Emilia Romagna.

La classifica stilata da Greenpeace
“Il quadro che emerge dalla nostra indagine è tutt’altro che rassicurante – il commento dell’associazione – Milioni di italiane e italiani sono esposti attraverso l’acqua potabile a sostanze chimiche pericolose e bioaccumulabili. In molte aree viene attualmente erogata acqua potabile che in altre nazioni non viene considerata sicura per la salute umana. Chiediamo quindi al governo Meloni e al parlamento di assumersi le proprie responsabilità a riguardo”.
In merito all’indagine, l’Ausl di Reggio ha fatto sapere che “a Reggio Emilia sono stati effettuati, nel corso del 2024, e saranno ripetuti nel 2025, prelievi sulla rete di distribuzione dei 12 acquedotti della provincia superiori a 5mila abitanti. Tutti i prelievi analizzati da Arpae sono risultati inferiori ai limiti stabiliti dalla legge. Non si registra quindi alcun allarme sulla potabilità dell’acqua della nostra provincia“.
E sulla questione acqua inquinata è intervenuto Alessandro Aragona, capogruppo in Comune a Reggio Emilia per Fratelli d’Italia nonché consigliere regionale. “La situazione denunciata da Greenpeace è grave – le sue parole – Ci chiediamo se il Comune sapesse dei pericoli per la salute dei cittadini, se prima dei controlli avesse fatto propri rilevamenti e quali risultati hanno dato. Ci chiediamo anche perché l’Ausl minimizzi il rischio, quando la denuncia di Greenpeace parla chiaro”. Per questo motivo, Fratelli d’Italia porterà il caso sia in Regione che in Comune.
Reggio Emilia acquedotti acqua potabile Greenpeace inquinamento dell'acquaIn otto anni 1.410 campioni d’acqua analizzati: “E’ sicura, basta allarmismi”. VIDEO











