REGGIO EMILIA – Rieletta all’unanimità alla presidenza di Realco, il 29 giugno 2023, Donatella Prampolini era convinta che la cooperativa si sarebbe buttata a capofitto nella realizzazione del piano industriale da lei elaborato. Un piano che prevedeva interventi immediati per mettere sotto controllo i costi, invertire la tendenza al calo delle vendite e avviare un’alleanza con un gruppo della grande distribuzione.
Era sicura, Donatella Prampolini, che non ci fosse tempo da perdere e che ogni indugio sarebbe stato pagato a caro prezzo. Ma nelle settimane successive la presidente di Realco si dovette rendere conto che la sua posizione era in netta minoranza nel consiglio di amministrazione. Gli altri consiglieri, soci imprenditori come lei, non giudicavano compromessa la situazione della cooperativa e non condividevano la prospettiva di un’affiliazione al gruppo Pam. Schierato con questi consiglieri c’era anche il direttore generale di Realco Giovanni Mattioli, che da cinque anni era a fianco della Prampolini, ma che ora si trovava dall’altra parte della barricata. Quei consiglieri che si opponevano al piano della presidente erano consapevoli della necessità di un’alleanza, ma consideravano inaccettabili le condizioni poste da Pam.
Fu così che maturò una clamorosa rottura. Il 29 gennaio 2024 Donatella Prampolini preannunciò al consiglio di amministrazione le sue dimissioni dalla presidenza di Realco, formalizzate una decina di giorni dopo. In marzo, poi, l’ormai ex presidente comunicava alla cooperativa il passaggio della gestione di due suoi punti vendita a Casalgrande e Gossolengo, in provincia di Piacenza, ad un’altra società della famiglia, MPT, in vista dell’affiliazione a Pam. Con il senno di poi, chi ha avuto ragione? (4/continua)
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