REGGIO EMILIA – L’11 luglio 2024 l’assemblea dei soci di Realco fu convocata per approvare il bilancio dell’anno precedente. Le vendite erano in lieve contrazione a 340 milioni, il risultato netto – eroso dagli oneri finanziari – era di 135mila euro. Si trattava di conti non molto rassicuranti, tanto più considerando il fatto che proprio in quelle settimane andava prendendo forma un contenzioso tra la cooperativa e l’ex presidente Donatella Prampolini, con richieste di risarcimento danni reciproche per milioni di euro e una cospicua perdita di fatturato.
Gli amministratori informarono i soci che Realco voleva stringere accordi con un grande operatore della distribuzione organizzata. Respinta un anno prima l’ipotesi di un’affiliazione al gruppo Pam, restava comunque la necessità di trovare un partner dalle spalle robuste in grado di dare continuità alla storia di Realco. Ma nei mesi seguenti questa prospettiva non fece passi avanti. Perchè l’alleanza non si concretizzò? Difficile dirlo. Ancora in una riunione con i soci del 14 novembre 2025, subito dopo la richiesta di composizione negoziale della crisi, la situazione fu descritta dai consulenti aziendali come “non grave” e si ipotizzò un piano che rimandava di 6-12 mesi la questione della partnership.
Sembra da escludere che mancassero soggetti interessati a Realco. Il 14 gennaio scorso, naufragata la procedura di composizione negoziata, il nuovo consulente Mattia Berti spiegò ai soci che serviva subito un nuovo partner per garantire liquidità. E il presidente Andrea Artoni nelle settimane successive promosse una serie di incontri dei soci con i potenziali partner, ai quali hanno partecipato i vertici di Crai, di Migros e di diversi altri operatori.
Nel frattempo, però, i conti di molti soci sono andati in rosso. Realco, finché ha potuto, li ha aiutati con lo strumento dei sostegni, mettendo sul piatto 30 milioni in quattro anni, di cui 8,6 milioni di euro soltanto l’anno scorso. Ma ora la liquidità manca e il meccanismo si è inceppato. Il bilancio 2024 è finito in rosso per oltre 15 milioni, i ricavi 2025 sono ipotizzati in calo a 245 milioni. Mentre i costi aumentavano e le vendite diminuivano, le scelte sono state rimandate nel tempo. Alcuni numeri fotografano il declino. Nel 2014 i dati Nielsen sulla grande distribuzione in provincia di Reggio collocavano Realco al terzo posto dopo Conad e Coop con il 12,7 per cento. Nel 2024 la quota era scesa al 7,8 per cento. Nel primo semestre del 2025 Realco è stata superata da Eurospin, salita in terza piazza con il 6,4 per cento. (5/fine)
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