REGGIO EMILIA – Con la fine del periodo estivo e delle ferie il lavoro in ospedale torna ai ritmi soliti, e in autunno la pandemia potrebbe tornare a farsi sentire. Il sindacato dei dirigenti medici, Anaao Assomed, è preoccupato per la carenza di organico nelle strutture reggiane e per la fuga di molti professionisti verso altre realtà.
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“La carenza di personale medico riguarda tutti i settori, ma in alcuni tocca punte del 30%, l’emergenza-urgenza ad esempio”. Se le ferie estive sono state per chi ha potuto usufruirne una boccata d’ossigeno, l’autunno si preannuncia difficile dal punto di vista del personale medico. “La realtà si scontra con l’esigenza di riattivare tutti i servizi di ambulatori e sale operatorie a pieno regime”.
Cristian Rapicetta, chirurgo toracico al Santa Maria Nuova, è il segretario provinciale dell’Anaoo Assomed, il sindacato dei dirigenti medici. Secondo il suo punto di vista non si tratta solo di una carenza che parte dalla scuole di specializzazione. “Nasce da contratti di lavoro nazionali che non si sono evoluti parallelamente al costo della vita e all’impegno, rendendo il nostro un lavoro poco remunerativo, rischioso e logorante”. Questo crea una fuga di professionisti verso altre realtà, in particolare nel privato. “Questo impoverimento porta alla chiusura di strutture e servizi, inoltre abbiamo colleghi medici che se ne vanno nel pieno della loro carriera lavorativa e questo crea carenze importanti”.
Secondo Rapicetta il sistema sanità si deve riorganizzare e occorrono scelte fortemente razionali: “Occorre una programmazione accurata di servizi e logistica. Bisogna razionalizzare al massimo ciò che abbiamo e non creare nuove e belle strutture se poi resteranno vuote”.
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