REGGIO EMILIA – La “Manzini & CO. dal 1938 S.R.L.”, una delle società di Donatella Prampolini e del marito, attiva sempre nel commercio al dettaglio, ha ufficialmente presentato domanda di concordato. La richiesta è stata depositata in tribunale a Reggio l’8 aprile scorso ed è stata nominata commissario giudiziale la commercialista Elisa Cattani. Si tratta di un procedimento unitario, previsto dal codice per le crisi d’impresa.
Dopo l’uscita da Realco la stessa società, che ha sede in via Aldo Moro a Casalgrande, aveva avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, poi abbandonata. L’azienda era titolare di 14 supermercati tra Reggio Emilia, Piacenza, Bologna e Imola. Tra i punti vendita reggiani c’è l’ex Sigma, poi diventato Pam, al centro commerciale Il Quinzio, che è stato uno dei primi a chiudere i battenti per la crisi del gruppo Realco. La proprietà ha già avviato la cassa integrazione per cessazione che riguarda ad oggi 5 negozi, per circa settanta dipendenti.
La lite giudiziaria in atto tra la società della Prampolini e Realco avrebbe di fatto bloccato la vendita dei negozi perché il gruppo, di cui prima era parte, ha il diritto di prelazione. “Il contenzioso legale in atto ha contribuito a causare l’attuale crisi della cooperativa”, aveva scritto, in una lunga nota inviata alla nostra redazione, il presidente di Realco Andrea Artoni. Al centro del contenzioso, sostiene Artoni, c’è “anche il mancato pagamento, da parte di Manzini & Co., di merci acquistate presso la cooperativa per diversi milioni di euro”. Non sono per ora state fissate udienze davanti al giudice delegato, Stefania Calò.
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Nel frattempo – secondo quanto risulta ai sindacati – non sarebbe pervenuta alcuna proposta vincolante per il gruppo Realco. Le tre o più manifestazioni d’interesse sul tavolo non si sarebbero concretizzate in tempi utili per permettere al gruppo di presentare il piano concordatario entro la scadenza, il 13 aprile. Sarebbe però stata espressa l’intenzione di chiedere al tribunale una proroga perché le interlocuzioni sono ancora in corso. Nonostante sia stata avviata la richiesta di cassa integrazione per cessazione i lavoratori dei 14 negozi a gestione diretta che sono stati chiusi, di cui 3 a Reggio e provincia, non hanno ancora percepito nulla. Il Ministero non ha ancora emesso il decreto che permetterà all’Inps di pagare l’ammortizzatore sociale.
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