REGGIO EMILIA – “L’ostacolo è stato la durissima cultura patriarcale che vedeva le donne fuori dalla vita pubblica, relegate nella famiglia e nel privato e per antonomasia prive di cittadinanza, per questo la conquista del voto è stata un rottura storica”. Parole di Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti.
Il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica e per l’elezione dell’Assemblea Costituente, votarono per la prima volta anche le donne in Italia. Per ricordare e attualizzare le prime elezioni a suffragio universale l’Istituto Cervi, insieme al Comune di Reggio e alla Provincia, ha organizzato un ciclo di incontri. Il primo, in sala del Tricolore, ha visto la partecipazione di studentesse e studenti delle scuole superiori reggiane, coinvolti come pubblico attivo in una riflessione sui temi della partecipazione, della cittadinanza e della democrazia.
“Nel 1946 per la prima volta sono state anche elette le donne, furono elette 6 sindache”, ricorda il sindaco di Reggio Marco Massari.
L’incontro è stata anche un’occasione per interrogarsi sul significato del voto oggi. “Convidiamo pienamente l’impostazione data da Casa Cervi a questo evento, aperto alle scuole e ai ragazzi e ragazze della città, non solo come auditori ma come protagonisti di un percorso di rilettura e attualizzazione della carta costituzionale”, le parole della vicepresidente della Provincia Francesca Bedogni.
Il percorso proseguirà con altri appuntamenti pubblici dedicati ai momenti fondativi della Repubblica e della Costituzione. Tra questi, la Festa della Repubblica del 2 giugno a Casa Cervi, e l’incontro del 25 giugno al Teatro Asioli di Correggio con la giurista ed ex Presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra e il costituzionalista ed ex ministro Renato Balduzzi.
“Il 25 settembre al Teatro Valli di Reggio Emilia avremo un dialogo con il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, la storica Anna Foa e il politico Pierluigi Bersani, sull’art 11 della Costituzione, ‘l’Italia ripudia la guerra’”, chiosa Vasco Errani, presidente dell’Istituto Cervi.
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