REGGIO EMILIA – “Nessuno poteva prevedere che sarebbe diventato il giocatore più forte del mondo. Grande talento, grande voglia di migliorarsi, a dieci anni una mentalità veramente impressionante. Ha fatto molto di più di quello che si potesse immaginare”. La determinazione fatta a uomo, anzi a bambino. Che la palla a spicchi fosse per Kobe Bryant un’ossessione lo avevano capito anche i suoi coetanei del settore giovanile della Pallacanestro Reggiana, dove l’asso americano giocò per due anni, fino al 1991, mentre il padre Joe vestiva la maglia delle Cantine Riunite. A quell’epoca riavvolge il nastro Davide Giudici, uno dei compagni di allora: “Era due spanne sopra tutti, sia a livello fisico ma soprattutto tecnico, sapeva fare col pallone cose che neanche giocatori formati, professionisti adulti, riescono a fare, già a 10 e 11 anni”.

Davide Giudici e Kobe Bryant al Franchetti (foto Corrado Bertozzi/Elite per Reggionline)
Esemplare è l’esito del campionato giovanile. Col fuoriclasse in campo non c’è più storia: “Spesso ci trovavamo in finale con Novellara, erano partite sempre punto a punto. Nei due anni in cui Kobe giocò le partite finivano con una vittoria schiacciante di una trentina di punti, cinquanta dai quali segnati da lui”.
Le ‘radici’ reggiane della stella dell’Nba sono diventate un capitolo della sua storia finito al centro dell’attenzione da parte dei media che in tutto il mondo stanno ripercorrendo la vita del grande personaggio rimasto vittima assieme a una delle figlie e ad altre seri persone di un incidente in elicottero nei cieli di Los Angeles.
Nella piazza che porterà il suo nome, campeggia lo striscione dei tifosi biancorossi con la scritta “Ciao Kobe reggiano per sempre”. Un mito arrivato a sfidare e a superare quel Micheal Jordan che considerava suo punto di riferimento. Ogni goccia di sudore era rivolta a quello, a diventare l’uomo in campo col pallone decisivo tra le mani: “Finiti gli allenamenti tornava a casa e si allenava da solo nel cortile di casa. Ha lavorato e studiato tantissimo per diventare uguale al suo idolo Jordan”, chiosa Giudici.
Reggio Emilia, striscione dei tifosi per Kobe nella futura piazza Bryant. FOTO
Reggio Emilia intervista Kobe Bryant Kobe Bryant morto Davide GiudiciMarino Bartoletti ricorda Kobe: “Persa una parte di noi”. VIDEO











