VEZZANO SUL CROSTOLO (Reggio Emilia) – ‘Rivolgo un appello, dal profondo del cuore, ai sindaci della provincia di Reggio Emilia: fate la mappatura dell’amianto che é prevista dal piano amianto della regione Emilia – Romagna! Perchè poi i nodi vengono al pettine. Mi dispiace per il sindaco ma mi viene da dire che in questo caso la mappatura non é stata fatta o é stata fatta male, perché non parliamo di un pollaio, ma di uno stabilimento industriale di dimensioni enormi’. E’ dura la presa di posizione di Davide Vasconi, responsabile dell’Associazione familiari vittime di amianto, che fa capo alla Cgil.
Il riferimento é all’incendio di venerdì scorso nello stabilimento dell’azienda di prodotti chimici Chemco di Vezzano sul Crostolo: dai rilievi effettuati lunedì da Arpae é infatti emersa la presenza di fibre di amianto sul tetto dell’impianto. “Se si fosse saputo subito che c’era amianto, almeno nell’immediatezza dell’emergenza, si sarebbe potuta fare una comunicazione specifica alla popolazione” continua Vasconi.
I frammenti non sarebbero però volati al di fuori del perimitero del capannone, secondo quanto ricostruito dagli accertamenti tecnici. Chiediamo all’esperto se potrebbero esserci sorprese nelle prossime settimane con ritrovamenti invece anche in punti più distanti dalla Chemco:
“In linea generale il problema si verifica subito nell’immediatezza dell’incendio: è in quel momento che le fibre si disperdono. E’ importante intervenire ora: l’amianto sarà rimasto a terra all’interno dello stabilimento, andrebbero rimosse le lastre di eternit che si sono spezzate, la bonifica dovrebbe essere immediata o quantomeno andrebbero coinbentate con vernice apposita. Io capisco che in questi casi ci sono criticità, ci sono dei sequestri, i fabbricati sono pericolanti ma le esigenze di salute pubblica a volte contrastano con quelle della burocrazia e della magistratura. Bisogna veramente cercare di fare il più presto possibile”. L’area é ora sotto sequestro per gli accertamenti dell’autorità giudiziaria.










