REGGIO EMILIA – Il più recente risale allo scorso 23 agosto: sono le 5.30 del mattino quando scatta l’allarme alla I.Blu di Cadelbosco Sopra, azienda del Gruppo Iren che si occupa del trattamento di rifiuti plastici. Il capannone di via Alighieri viene divorato dalle fiamme. La nube nera generata dal rogo arriva fino in città. Una settantina i dipendenti, per i quali viene attivata subito la cassa integrazione.
Il 4 gennaio gennaio del 2023 ad andare a fuoco é la Cermag di Rio Saliceto, azienda che produce ricambi per macchine agricole e attrezzi per il giardinaggio e che fa parte del gruppo Goldoni: una cinquantina di residenti della zona vengono evacuati a scopo precauzionale, cinque i milioni di danni.
Il 27 febbraio del 2022 le fiamme si sviluppano a Novellara alla Sabar, la società di servizi ambientali della Bassa: distruggono 550 tonnellate di rifiuti, creando apprensione e paura nella zona. I rilievi di Arpae escludono tuttavia pericoli per la qualità dell’aria.
Il 17 gennaio del 2021, intorno alle 21, la città viene illuminata dall’incendio che si alza dal deposito di Seta in via del Chionso: il rogo si origina da un mezzo custodito sul posto, poi si propaga ad altri bus provocando diverse esplosioni: 13 i veicoli che finiscono completamenti distrutti. E ancora, sempre nel 2021, il 25 giugno, é la volta della sede della Kerakoll di Rubiera dove le fiamme, partite da una catasta di pallet, devastano parte dell’area magazzini con il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco che evita conseguenze drammatiche.
In città il 24 ottobre del 2020 é impressionante quanto accade alla Agriservice di via Agnoletti, nella zona annonaria, azienda specializzata nella distribuzione e vendita di macchinari e attrezzi per il giardinaggio: il tetto del capannone crolla, all’interno rimane poco o nulla.
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