REGGIO EMILIA – Emanuele Aldrovandi e Stefano Accorsi fanno rivivere le avventure narrate nei poemi omerici. In questi giorni è in tournèe nei teatri italiani “Nessuno. Le avventure di Ulisse“. Il drammaturgo e regista reggiano ha firmato la sceneggiatura dello spettacolo il cui protagonista è il popolare attore.
«Premetto che nel corso del 2026 non è prevista alcuna data né a Reggio Emilia né in Emilia-Romagna. Nessuno. Le avventure di Ulisse è sostanzialmente la riscrittura contemporanea del mito omerico di Ulisse – ci ha detto Aldrovandi -. Si tratta di un racconto in soggettiva dal punto di vista del protagonista, nel quale vengono mostrate alcune delle più note vicende dei poemi omerici, dal Cavallo di Troia al ritorno ad Itaca da parte di Ulisse, che in questo caso confluiscono in un unico racconto. Per quanto concerne la forma, la trama è impostata sulla continua alternanza tra passato e presente, così come è sospesa tra i toni del dramma e della commedia».
Sembra di capire, dunque, che le fonti di ispirazione siano state diverse. «Assolutamente sì. Le fonti principali sono naturalmente i poemi di Omero, l’Odissea, l’Iliade, l’Eneide, così come l’Ulisse di James Joyce. Ho anche avuto molte altre fonti minori, ma ugualmente importanti, come film, canzoni, poesie, che mi hanno ispirato e fornito idee in svariati modi. Anche per questi motivi, questo è un Ulisse contemporaneo».
Ogni autore che si rispetti ha un determinato stile, ed Emanuele Aldrovandi non fa eccezione, come conferma egli stesso con la sua ultima creazione. «Ho una cifra di scrittura che si vede nelle opere originali, che consiste essenzialmente nella commistione tra commedia e dramma o tra altri generi, mentre nel caso di un adattamento invece è più corretto dire che la scrittura è al servizio dello spettacolo. Onestamente comunque non saprei dire se in questo caso vi siano somiglianze o differenze con alcune delle mie opere precedenti».
Poi l’incontro con Stefano Accorsi. «La nostra prima conversazione è avvenuta per telefono, mentre mi trovavo a Milano. Posso dire sinceramente di avere lavorato molto bene insieme a lui. Accorsi è un grande professionista ed una persona gentile e rispettosa. È molto bravo a dosare ironia e profondità, come è richiesto da questo personaggio e da questa sceneggiatura».
L’autore ha espresso poi parole di gratitudine anche per il regista svizzero Daniele Finzi Pasca.
«Non l’ho praticamente mai incontrato, perché a teatro regia e testo di solito lavorano separatamente. Pasca ha comunque portato uno sguardo efficace ed intrigante alla storia: è stato lui, tra le altre cose, ad introdurre il personaggio di Penelope, la musicista, che fa da contraltare ad Ulisse».
Aldrovandi è anche, per la stagione 2025/2026, direttore artistico del Teatro del Fiume di Boretto, che gestisce con l’“Associazione Teatrale Autori Vivi”, da lui fondata nel 2020. Relativamente a questa esperienza, si ritiene più che soddisfatto dei risultati ottenuti finora. «Si tratta senza dubbio di un’esperienza positiva, molto felice. Siamo riusciti a raddoppiare gli abbonamenti, non a caso gli ultimi due spettacoli sono stati sold out». E sempre a Boretto il 26 marzo alle 21 andrà in scena in anteprima Hospitality Suite, di Roger Rueff con la regia di Francesco Scianna.
Ed è di pochi giorni fa l’annuncio del nuovo prestigioso incarico di Emanuele Aldrovandi: la nomina a consulente artistico per la sezione Prosa del Teatro Verdi di Pordenone.












