SCANDIANO (Reggio Emilia) – “Questo è un piccolo traguardo, però non mi sento ancora di aver vinto niente. Quello che forse ho vinto, è più la consapevolezza su quello che provo. Quello che voglio invece dire alle persone è che spesso sono stata aggiudicata, criticata perché si ritiene una cosa astratta, non concreta e non viene percepita, viene sminuita. Bisogna fermarsi a capire di mettersi nei panni degli altri, anche se è difficile, e ascoltare e mai giudicare, mai voler parlare senza sapere le cose”.
Le riflessioni di Aurora Striparo, 17enne studentessa dell’Istituto Galvani-lodi, raccolte dal nostro Francesco Ferrari, restituiscono con forza il senso di un’esperienza che negli ultimi anni ha segnato profondamente tanti adolescenti, ma anche molti adulti. Un vissuto fatto di isolamento sociale, l’hikikomori, amplificato durante il periodo dell’emergenza Covid, quando la distanza è diventata non solo fisica, ma anche emotiva e psicologica.
Per alcuni ragazzi quella chiusura si è trasformata in un rifugio difficile da abbandonare. È proprio all’interno di questo cammino che si inserisce la storia di riscatto di Aurora. Per lei, la scrittura è diventata una vera ancora di salvezza con la lettera indirizzata a sé stessa nel futuro. Un gesto personale che ha assunto anche un valore pubblico. Aurora è stata infatti premiata al Salone Internazionale del Libro di Torino nell’ambito del concorso “Adotta l’orso”, dedicato al fenomeno degli hikikomori.
Il Comune di Scandiano ha voluto tributarle un ulteriore riconoscimento nella sala “Bruno Casini”, alla presenza del sindaco Matteo Nasciuti. In platea, docenti, professionisti e la rete sociosanitaria che l’ha sostenuta fin dall’inizio e che continua ad accompagnarla in questo percorso.
“L’aspetto più prezioso a mio avviso – spiega Giulia Ferretti della cooperativa sociale Base di Scandiano – è che Aurora ha saputo trasformare una sua esperienza profondamente personale in qualcosa di utile per tutta la comunità, perché è riuscita a spiegare un fenomeno che noi siamo abituati a osservare dall’esterno, lei invece racconta le dinamiche che si vivono dentro”.










