GATTATICO (Reggio Emilia) – Romano Prodi ha parlato del conflitto in Ucraina e degli equilibri internazionali ieri sera in videocollegamento con Casa Cervi a Gattatico dove si è tenuta l’iniziativa intitolata “la trama della pace”: una serie di interventi e di riflessioni con la partecipazione di amministratori locali e artisti.
L’allargamento a Est dell’Unione europea ha costituito un fattore di rischio per gli equilibri internazionali e nei rapporti con la Russia? Assolutamente no. Prodi rivendica come punto di forza l’espansione tra i Paesi dell’ex blocco sovietico che, sotto la sua presidenza in commissione tra il 1999 e il 2004, fece registrare un’accelerazione significativa. “I conflitti che si sono verificati in epoca recente sono avvenuti fuori dai confini della Ue, pensate alla ex Jugoslavia, pensate ad esempio che cosa rischierebbe adesso la Polonia se fosse fuori dalla Ue”.
Putin – dice Prodi – sogna un ritorno all’impero russo e, a differenza dell’epoca sovietica, non ha organismi interni con cui deve confrontarsi: “Nell’Urss il segretario del Partito comunista doveva confrontarsi con organismi collegiali, adesso non c’è più nessuno”.
L’Italia deve invece investire rapidamente e tanto sulle fonti di energia rinnovabili per essere indipendente dalla Russia, ammonisce Prodi: “Cerchiamo di non farci trovare nudi e crudi al prossimo inverno, perché sennò sarà una tragedia”. Un evento, quello di Casa Cervi in cui è intervenuto il Professore, che si è legato ad appuntamenti analoghi organizzati in altri luoghi della memoria come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e Fossoli.
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