REGGIO EMILIA – Il Credem continua a macinare profitti: 621 milioni di euro nel 2025, ancora meglio dei 620 del 2024. Ma nei conti dell’anno scorso, per la prima volta da molti anni a questa parte, spunta anche qualche segno meno. Intanto quei 621 milioni di utile netto comprendono quasi 99 milioni per la vendita a Worldline delle attività di pagamento digitale di Credem, a cui fanno riferimento 25mila esercenti con transazioni per 3 miliardi. Ma c’è anche altro. Il contesto economico sta cambiando. In particolare, la forbice dei tassi si sta progressivamente restringendo. Per effetto di questo fenomeno, il margine finanziario del Credem l’anno scorso si è ridotto di 145 milioni di euro rispetto al 2024. Sostanzialmente stabile, invece, il margine da servizi.

Stefano Morellini, direttore generale di Credem
A scanso di equivoci il gruppo bancario di via Emilia San Pietro, che dal luglio scorso è guidato dal direttore generale Stefano Morellini, guadagna quasi 50 milioni di euro al mese. Tutti gli aggregati sono in costante crescita: la raccolta diretta supera i 40 miliardi di euro, quella indiretta sfiora i 63, a cui si aggiungono oltre 10 miliardi di raccolta assicurativa. I prestiti alla clientela crescono a quasi 38 miliardi.
Di rilievo e di grande interesse i dati sull’assistenza ai clienti con grandi patrimoni. La società del gruppo che si occupa dei super milionari, Credem Euromobiliare Private Banking, ha in gestione attività della clientela per quasi 52 miliardi di euro. Infine una curiosità: l’anno scorso il gruppo Credem ha pagato 247 milioni di euro di imposte sul reddito, circa 44 milioni in meno rispetto al 2024.
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