QUATTRO CASTELLA (Reggio Emilia) – C’è sempre più incertezza nel mondo economico reggiano per la situazione internazionale che si è venuta a creare con la guerra in Ucraina. C’è preoccupazione anche nel settore dell’agroalimentare che esporta diversi prodotti in Russia. La cantina sociale di Puianello in particolare ha un grosso cliente russo e al momento vive una fase di stallo. “Speriamo che non duri per molto – dice il presidente Paolo Tirelli – altrimenti possono esserci conseguenze sull’azienda”.
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“E’ un periodo di incertezza, un periodo in cui ci sentiamo costantemente con i clienti per capire come muoverci, adesso come adesso aspettiamo conferme a delle spedizioni di ordini che però si sono fermati con l’inizio della guerra, una quindicina di giorni fa”.
Come molte altre realtà, anche alla Cantina Sociale di Puianello c’è tanta preoccupazione. Il 40% delle bottiglie di vino prodotte viene esportato in 42 Paesi. Il 25% dei prodotti esportati è destinato alla Russia e alla Bielorussia, ad un cliente in particolare: un grosso importatore moscovita che acquista 200 mila bottiglie all’anno di Nobilomo, un vino fermo amabile rosso e bianco prodotto prodotto qui appositamente per lui.
“Sono prodotti che negli ultimi anni hanno incrementato la loro vendita, che ci davano anche delle soddisfazioni. Venderli sul mercato italiano? No, sono prodotti che hanno gusti che incontrano il gusto del consumatore italiano, sono prodotti fermi, abbastanza dolci, quindi amabili, specifici per quel mercato”.
Lo stallo, non è dovuto alle sanzioni, ma è legato soprattutto alla svalutazione del rublo. La linea di produzione dedicata alla Russia al momento è ferma. L’azienda, la più piccola cantina sociale della provincia, ha 17 dipendenti. Ci sono rischi per il futuro? “La nostra è una cantina che è strutturata per una produzione di bottiglie come abbiamo fatto fino all’ultimo giorno. Ovvio che un cliente che porta via tante migliaia di bottiglie, nel momento in cui il mercato si ferma, costringe anche a riorganizzarci, con la speranza che le cose non durino troppo e poter ripartire il più presto possibile”.
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