CAVRIAGO (Reggio Emilia) – Il giudice Andrea Rat, 48 anni, è cittadino onorario di Cavriago. Molto partecipata la cerimonia in sala civica, vissuta inizialmente come una seduta straordinaria del consiglio comunale, ma ben presto trasformatasi nella “voce” spontanea della comunità cavriaghese. “C’è un forte legame del giudice con Cavriago, ha vissuto tanti anni qui – le parole della sindaca Francesca Bedogni – Abbiamo sempre conferito la cittadinanza a chi, con il proprio impegno, ha cambiato le sorti del paese”.
Rat si va ad aggiungere a nomi eccellenti come Nilde Iotti, don Giuseppe Dossetti e il partigiano Livio Piccinini. E come prevedibile gran parte del conferimento della cittadinanza onoraria è ruotato attorno al radicamento ‘ndranghetista nella nostra terra, sulla scia di quanto maturato dal giudice come componente della Corte del maxiprocesso Aemilia ed estensore della conseguente storica sentenza di primo grado. “La storia ce lo insegna: da anni la sensibilità delle istituzioni e della cittadinanza si sta sviluppando per contrastare un fenomeno radicato. Uno degli aspetti del vivere comune è anche la lotta alla criminalità organizzata”, ha detto Rat.
Il magistrato ha puntualmente risposto alle domande degli studenti di terza dell’istituto comprensivo, a cui si sono uniti i quesiti dei tanti cittadini presenti, con l’inaspettata richiesta d’aiuto di una donna vittima della criminalità organizzata giunta da Parma con la scorta perché “Mi vogliono bruciare viva e sciogliere nell’acido”. Dalle risposte ne è uscito lo spessore di un giudice che non ha paura per le minacce anche recenti ricevute, spinto com’è dalla passione per il lavoro che svolge e consapevole dell’appoggio ricevuto da sempre dalla sua famiglia. Su precisa domanda spiega come per affrontare ancor meglio la criminalità organizzata sia necessario irrobustire le forze dell’ordine e la magistratura sia inquirente che giudicante, perché “bisogna agire velocemente – rimarca – per non dare la possibilità alle mafie di riorganizzarsi”. Un dialogo serrato che ha messo al centro la legalità, il necessario impegno antimafia di ciascuno di noi e l’esempio di un giudice che continua a spendersi per il contrasto alla criminalità organizzata.
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