REGGIO EMILIA – Sarà il prossimo 19 gennaio, il giorno decisivo per il futuro di Realco. Il tribunale di Reggio valuterà l’esito della procedura di composizione negoziata della crisi, della quale è stato incaricato il professionista Bruno Bartoli. La crisi di liquidità che ha interessato il gruppo reggiano a cui fanno riferimento 130 negozi a insegna Sigma, Ecu ed Economy, ha indotto i vertici societari a esplorare questa possibilità per tentare di superare le difficoltà. La composizione negoziata blocca le pretese dei creditori e consente all’impresa di trattare con loro attraverso il supporto di un esperto indipendente, ma non è scontato l’esito positivo, come dimostra quanto accaduto a Meta System.
Per questo la data del 19 gennaio sarà decisiva. Ad attendere con trepidazione la decisione del tribunale, ci sono anche tutti i 94 addetti della sede centrale di Pieve Modolena in cassa integrazione dallo scorso 1° novembre. Realco ha previsto un anno di ammortizzatori sociali, ma a inizio dicembre ha anche avviato una procedura di licenziamento per un massimo di 25 dipendenti considerati in esubero. Al momento, però, il piano è stato congelato, dopo l’intervento dei sindacati e della Regione che hanno incontrato i rappresentanti della società della grande distribuzione, proprio l’ultimo giorno del 2025.
Scongiurati i licenziamenti, restano le difficoltà dell’azienda e l’attesa per la decisione del tribunale sulla composizione negoziata della crisi. Nel caso l’esito non dovesse essere favorevole, l’azienda potrebbe essere costretta a ricorrere al concordato in bianco. Sempre che nel frattempo non si facciano avanti imprenditori interessati all’acquisto di un gruppo che ancora nel 2023 fatturava 340 milioni.
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