BRESCELLO (Reggio Emilia) – Il “Brescello Film Festival” è tornato dopo due anni di assenza causa pandemia. La rassegna cinematografica è stata organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Non Solo don Camillo e ha avuto come tema centrale “la commedia umana”.
La quattro giorni è iniziata giovedì con la tradizionale tortellata di San Giovanni e si concluderà questa sera con la proiezione della commedia “Si muore solo da vivi”, di Alberto Rizzi. Ad aprire il festival è stato il lungometraggio “Private” di Saverio Costanzo, regista della serie “L’amica geniale”, a cui è seguita venerdì l’anteprima del docufilm “Don Camillo” dei brescellesi Ezio Adorni e Andrea Setti, una raccolta delle testimonianze attorno alla realizzazione dei film girati a partire dal 1951.
Ieri la proiezione del film “Radio Freccia” di Luciano Ligabue, in parte ambientato a Brescello che ha visto tra gli intrepreti Stefano Accorsi. Con la giornata di oggi si conclude questa edizione, ma non prima di aver reso omaggio a Luigi Ghirri con il docufilm di Gianni Celati e l’intervento del professor Gino Ruozzi dell’università di Bologna.
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