VETTO D’ENZA (Reggio Emilia) – Tiene banco il tema delle frane nella zona individuata per la diga di Vetto e l’invaso sull’Enza. L’ordine dei geologi dell’Emilia Romagna, di cui abbiamo pubblicato i contenuti di un report che evidenzia un centinaio di fenomeni franosi, torna sull’argomento così per rispondere alle critiche del Comitato pro diga: “L’Ordine non si pone mai a favore o contro la realizzazione di un’infrastruttura, nel pieno rispetto dei territori oggetto di indagine tecnica, delle comunità che li abitano e del dibattito pubblico; tuttavia si conferma che quanto espresso grazie allo strumento delle Osservazioni, è il frutto del lavoro sul territorio delle nostre professionalità e che tali contributi scientifici non sono il risultato di considerazioni soggettive, ma dati tecnici la cui natura è verificata e, pertanto, concreti ed oggettivi – sottolinea Fabrizio Giorgini, presidente dell’Oger –. Ciò che emerge, nella sua complessità, è il numero e la tipologia delle frane persistenti nell’area oggetto del Docfap e che le stesse siano superiori a quelle rilevate. In un paese idrogeologicamente fragile, dove la cronaca presenta quotidianamente casi legati a questa tipologia di criticità, il tentativo di far passare la prevenzione come mero catastrofismo è da considerarsi fuori luogo. Ci pare altrettanto naturale che chi si occuperà della stesura tecnica del progetto successivo ne tenga conto in fase esecutiva”.
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