REGGIO EMILIA – Non parla una parola di inglese, solo arabo , per cui l’Azienda Usl si é dovuta affidare ad un interprete. E’ comprensibilmente scossa e disorientata, ma rassicurata dal fatto di trovarsi in una struttura efficiente e accogliente. Come prima cosa é stata sottoposta a una serie di esami clinici per cercare di definire il quadro preciso. Stiamo parlando della donna di 32 anni arrivata l’altro giorno al Santa Maria Nuova dalla Striscia di Gaza: una paziente alle prese con una neoplasia oculare ora presa in carico dalla sanità reggiana.
‘La paziente é una giovane donna, é serena, é insieme ai due figli piccoli’ racconta il dottor Marco Vecchi, direttore della struttura complessa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. L’equipe del direttore Vecchi dovrà valutare dunque nei prossimi giorni il da farsi: ‘Potrebbe rendersi necessario anche un trasferimento in un’altra struttura’.
A Gaza le strutture sanitarie sono ridotte al collasso e non era possibile assistere la paziente nemmeno con un percorso elementare di cura: ‘In passato ho seguito casi di traumatologia bellica, ma qui é diverso, é angosciante rendersi conto di come stiamo parlando di pazienti che vengono da una realtà dove non c’é la possibilità di fare nemmeno la diagnosi più semplice’.
In Emilia Romagna dal 2024 sono stati accolti 13 pazienti provenienti dalla Striscia di Gaza.
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