MONTECCHIO (Reggio Emilia) – Ancora nessun accordo tra azienda Ausl e sindacati sul servizio di cucina e mensa dell’ospedale Franchini di Montecchio. La chiusura del servizio prevista a partire da lunedì prossimo 2 febbraio resta sospesa come comunicato nei giorni scorsi dall’Ausl, ma al momento tra le parti non é stata ancora trovata una soluzione definitiva e condivisa. Un incontro fiume durato quasi cinque ore e non privo di momenti di tensione.
“I pazienti dell’Ospedale di Montecchio – sottolinea l’Ausl in una nota a proposito del proprio progetto – avranno un servizio allineato ai più alti standard ospedalieri. Verrà garantito il fatto che ogni pasto sia preparato e somministrato nel pieno rispetto delle prescrizioni dietetiche individuali e delle normative di sicurezza alimentare, attraverso il confezionamento di vassoi personalizzati da parte di personale qualificato, attraverso le più moderne attrezzature. A questo scopo l’accorpamento della cucina di Montecchio con quella dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Ciò garantirà la standardizzazione dei processi produttivi, una completa tracciabilità di ogni fase dalla produzione alla consegna, evitando rischi operativi. In fase di analisi del progetto è stato riscontrato che nei locali della cucina dell’ospedale di Montecchio non erano presenti spazi sufficienti da destinare all’allestimento dei vassoi personalizzati”.
Un piano che aveva provocato la mobilitazione di una serie di sigle tra cui Anaoo Assomed, Cisl, Nursind, Fials con una raccolta firme che ha superato quota 2.000.
Previsto un nuovo incontro nei prossimi giorni.
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Dura la presa di posizione sindacale: “La grande Ausl di Reggio Emilia sembra che debba andare in bancarotta se non riuscirà a tagliare la ‘pericolosa’ mensa di Montecchio, consegnandola al caro, vecchio, appalto ai privati. Molto male: l’azienda sceglie di colpire, in un colpo solo, il lavoro, il welfare per chi cura la nostra salute e la voce di migliaia di cittadini della Val d’Enza”.
Firmato: Anaao Assomed, Fassid, Cisl Medici, Aaroi-Emac, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Nursind, Fials e Fvm. Vale a dire il 100% delle organizzazioni dei lavoratori che fin qui hanno dato battaglia, quelle che rappresentano l’area medica, il personale sanitario e perfino la professione veterinaria.
I sindacati hanno condiviso l’obiettivo Ausl di offrire pasti personalizzati ai pazienti ma – si legge in un comunicato “riteniamo che questo possa essere realizzato direttamente a Montecchio, potenziando il servizio esistente anziché centralizzarlo presso le cucine del Santa Maria Nuova, distanti 25 chilometri e già alle prese con criticità operative”.











