Servizio Tg Reggio
di Manuela Catellani
REGGIO EMILIA – Dopo il furto, la denuncia. Toccherà ora ai carabinieri indagare sulla sparizione di otto reperti dal primo piano del Palazzo dei Musei. E’ stata la dirigente dei servizi culturali, e direttrice del Musei Civici, Valentina Galloni, a presentarsi in caserma, in corso Cairoli.
Il furto risale al 6 luglio. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che, nel corso di uno dei periodici controlli per inventario svolti dai conservatori dell’istituzione, la teca numero 100 del ‘Museo Gaetano Chierici di Paletnologia’ presentava una scalfittura nel legno sotto al coperchio, un piccolo segno di effrazione, visibile solo a una osservazione dettagliata. Il coperchio, che era stato chiuso con apposite viti, si poteva ora sollevare facilmente e le viti non c’erano più. Dall’ulteriore controllo, si accertava la mancanza di otto reperti, provenienti dalla necropoli eneolitica di Remedello Sotto (Brescia) di epoca compresa tra i 5400 e i 4500 anni fa.
Si tratta di oggetti di piccole o piccolissime dimensioni, di lunghezza massima non superiore agli 11,95 centimetri e minima di 3,52 centimetri; di larghezza tra i 2 e i 5 centimetri; lo spessore è di qualche millimetro fino a un massimo di 1,75 centimetri. Pezzi scelti non a caso, ma selezionati in base al loro valore scientifico. Del furto è stata informata anche la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio.

I reperti rubati
- quattro pugnali in selce
- un pugnaletto con codolo distinto in selce
- una cuspide di freccia in selce
- un’ascia in rame tipo Similaun
- un’ascia in pietra verde cupo.
Il valore economico degli oggetti sottratti è modico, stimabile in qualche centinaio di euro. Il valore storico e scientifico invece è rilevante, al punto che gli oggetti vengono richiesti per mostre di rilievo internazionale, anche da istituzioni estere. Tale rilievo storico-scientifico è noto a tutta la comunità scientifica di riferimento. Al momento non si hanno sospetti sull’autore della sottrazione.
Il Palazzo dei Musei è dotato di un sistema di allarme e di personale di sorveglianza all’apertura e chiusura dell’edificio, non è invece dotato di un sistema di telecamere interno. Sono in corso azioni per implementare la protezione dell’immobile.
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