REGGIO EMILIA – A luglio 2025 sono state attivate le prime 8 fototrappole, oggi sono 32 in vari punti della città: quartiere stazione e Santa Croce, via Cecati, Campo di Marte, Tondo e Villaggio Foscato.
I verbali redatti in questi otto mesi per abbandono di rifiuti sono stati 647. Le principali tipologie di abbandoni riguardano: sacchi neri o sacchetti di materiale misto, reti da letto, divani, sanitari e mobilio vario; per la gran parte oggetti che potrebbero essere ritirati gratuitamente a domicilio per tutti coloro che sono intestatari di un’utenza Tari.
Ai controlli realizzati attraverso le fototrappole si aggiungono una media di 350 verifiche al mese svolte dagli accertatori di Iren in tutto il territorio comunale, che si traducono in circa altre 50 sanzioni al mese. La percentuale dei verbali del 2025 saldati ha superato la soglia del 64% e sono in corso le pratiche per il recupero della quota restante. Per il 2026 sono già stati pagati il 90% dei 175 verbali elevati. Le sanzioni vanno dai 200 ai 400 euro, con aggiunta di una denuncia penale nei casi di abbandono di sostanze pericolose.
Ma attenzione perchè il recente decreto legge “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti” ha inasprito non poco le sanzioni: in caso di abbandono tramite automobile la cui targa venga ripresa, può scattare la segnalazione alla Procura con un’ammenda compresa tra 1.500 e 18.000 euro. Se il gesto avviene in prossimità di fiumi, aree protette o zone già inquinate e comporta un pericolo concreto per le persone o l’ambiente, potrà essere previsto anche l’arresto.
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