REGGIO EMILIA – Avevamo sperato in una fine meno amara all’interno di una storia che l’Italia intera ha seguito. In un periodo così complicato, con malati e morti legati al Covid, la dipartita per cause naturali della 70enne Marinella Beretta a Como non avrebbe guadagnato le prime pagine e i titoli dei telegiornali se non per il fatto di essersene andata senza che nessuno se ne accorgesse per ben due anni. Simbolo di una solitudine che atterrisce.
Per questo, la notizia di possibili cugini che da Reggio Emilia avevano telefonato alla questura lariana aveva acceso una speranza. Invece, anche i cugini emiliani, o presunti tali, sono spariti. Dalla questura della città lombarda confermano la telefonata, ma alla richiesta di presentarsi con documenti capaci di comprovare la parentela, non si è più fatto vivo nessuno.
La villa dove abitava e dove per caso è stata trovata ancora seduta sulla sua poltrona, ormai mummificata, era stata venduta a uno svizzero, ma la donna ne aveva mantenuto l’usufrutto e quindi il diritto di abitarci. Agli eredi e, quindi, ai presunti cugini reggiani sarebbero spettati pochi oggetti e forse qualche mobile. A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca, diceva Andreotti.
Almeno alla fine, Marinella ha ricevuto gesti di solidarietà: il Comune di Como ha infatti deciso di organizzare il funerale e si è fatto carico dei costi della sepoltura. Due agenzie di pompe funebri hanno pagato il servizio e i fiori, un marmista si è detto disponibile a realizzare la lapide al cimitero.
Reggio Emilia donna mummificata trovata morta dopo 2 anni Marinella Beretta










