REGGIO EMILIA – All’interno della debacle della Reggiana contro il Sudtirol, c’è un momento che si staglia dal contesto della serata. E’ il minuto 65, il portiere ospite Cragno esce dalla propria area per un disimpegno, ma sente tirare il muscolo della gamba; alza la mano e si accascia. Fumagalli, entrato pochi minuti prima in campo, prende la palla con la porta del tutto vuota. Invece di continuare l’azione e siglare un facile 1-1, decide di mettere la palla in fallo laterale per permettere i soccorsi all’avversario, tra gli applausi di tutti i 23 in campo, arbitro compreso.
L’episodio ricorda molto quello di un altro italiano, Paolo Di Canio, che nel 2000, in maglia West Ham, decise di fermarsi, prendere la palla in mano, e far sì che lo staff medico dell’Everton potesse entrare in campo e prestare le cure al portiere Gerrard infortunatosi in un’uscita kamikaze.
“L’FC Südtirol esprime sincera riconoscenza a Tommaso Fumagalli – si legge in una nota della società apparsa subito dopo la fine del match sui social – che ha compiuto un gesto spontaneo di grande rispetto e autentico fair play, fermandosi con sensibilità e nobile spirito sportivo per consentire l’assistenza al nostro calciatore infortunato”.
Un episodio che fa bene al calcio in un momento nel quale, invece, nella bufera ci sono finiti altri giocatori per comportamenti tutt’altro che virtuosi…
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