REGGIO EMILIA – “Da meridionale emigrato al Nord ormai molti anni fa, il tema del razzismo mi tocca profondamente perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Lunedì, nella concitazione del momento mi sono espresso in modo assolutamente improprio e non rispettoso del ruolo istituzionale. Mi scuso profondamente con il consiglio comunale, la famiglia Bossi e tutte le persone che gli hanno voluto bene. Un capotreno non dovrebbe mai uscire dai binari, purtroppo questa volta è successo e chiedo scusa”.
Con queste parole Antonio Casella, consigliere comunale del Pd, si è scusato per le esternazioni fatte lunedì nel rispondere a un intervento del collega di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga, che accusava di razzismo verso i meridionali i firmatari dell’ordine del giorno urgente presentato dal Pd per esprimere la contrarietà e le preoccupazioni dei democratici sul Decreto Valditara che introduce un tetto del 30% per classe alla presenza di alunni non italiani. “Lei fa parte di un partito che è alleato della Lega Nord da 30 anni, dicevano che lei e i suoi genitori erano gente inferiore. Per fortuna – la frase di Casella finita al centro della polemica – l’ideatore di questa cosa qua è stato chiamato da Nostro Signore pochi mesi fa“.
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