REGGIO EMILIA – Sarà Flamenco Criollo, un avventuroso mix di flamenco e di ritmi folgoranti che uniscono Africa, Spagna e Cuba ad inaugurare la sedicesima edizione del Festival Aperto di Reggio Emilia sabato 21 settembre, ore 20.30, Teatro Municipale Valli.
Il pianista cubano residente a New York Aruán Ortiz ha riunito un ensemble unico per indagare le radici del flamenco: musicisti provenienti da Marocco, Palestina, Cuba, Stati Uniti e Spagna portano i suoni malinconici di Al-Andaluz e i ritmi energici dell’Africa in sorprendenti composizioni contemporanee.
Con Flamenco Criollo, il pianista e leader del gruppo Ortiz fa rivivere in modo unico i molti colori di questo potente linguaggio musicale mondiale. Completano la formazione le stelle nascenti del flamenco, il cantante Ismael de la Rosa e le danzatrici María Moreno e Niurka Agüero.

«Il flamenco criollo racconta una storia complessa – spiega Ortiz – Include la musica persiana, l’influenza nordafricana in Andalusia, lo scambio tra le città portuali di Cadice e L’Avana e l’influenza dell’Africa occidentale a Cuba. Il tutto prendendo come centro le cosiddette cantes de ida y vuelta, “canzoni di viaggio”, che andavano dalla Spagna alle Americhe e viceversa».
Il Festival Aperto 2024 comprende concerti, performance, coreografie, workshop, incontri, spettacoli, proposti da Fondazione I Teatri con Reggio Parma Festival.
Tradizionalmente attento ai sommovimenti del contemporaneo e posizionato rispetto a essi, il Festival ritiene che parole proprie, adatte a questo 2024 di guerre, non ve ne siano. Ma non tace e s’affida a quelle altissime e lungimiranti dell’Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”).











