REGGIO EMILIA – “Ci è arrivato un messaggio ieri che parlava di un possibile rischio di attacco missilistico, questo ha creato apprensione non indifferente, poi poco fa ne è arrivato un altro che ci ha un po’ rassicurato”. Chiara Ghinolfi, insieme al marito e alla famiglia, vive a Dubai per lavoro da 6 anni. E’ nata e ha studiato a Reggio e poi dal 2009 si è trasferita in diverse parti del mondo. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e il contrattacco che ha interessato vari Paesi del Golfo, anche a Dubai c’è una situazione di allerta molto alta. In alcune aree civili, come in un albero e all’aeroporto, sono caduti i detriti dei missili e dei droni intercettati.
“Fonti ufficiali parlano di 132 missili intercettati e due caduti in mare e 190 droni bloccati”. Missili e droni che continuano comunque a passare sulla testa dei residenti. “Siamo coscienti di avere un eccellente sistema di difesa ma le deflagrazioni si sentono, oggi 4 o 5, quelle che fanno tremare i vetri, il suono è fortissimo”.
La raccomandazione per ora è di non uscire di casa e iniziano a scarseggiare beni di prima necessita. “Un po’ di panico si sta diffondendo, mio marito è uscito per andare al supermercato a prendere l’acqua e si fatica a trovarne”. Inoltre, le notizie diffuse dai media non fanno che alimentare la preoccupazione: “Siamo io, mio marito e mia figlia di 15 anni che è terrorizzata, quindi dobbiamo cercare di non andare nel panico. Anche mia madre mi ha chiamato in lacrime, i telegiornali non aiutano”.
Per ora, lo spazio aereo a Dubai, scalo importante per moltissime rotte internazionali, resta chiuso. “Ho un aereo prenotato per tornare il 18 marzo, ma non mi hanno ancora comunicato nulla”.
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