FABBRICO (Reggio Emilia) – In memoria di Leo Morellini, Piero Foroni e Luigi Bosatelli e di Genesio Corgini, unico dei 22 ostaggi dei nazifascisti che non riuscì a fuggire.
Ancora una volta Fabbrico si è fermata per ricordare la storica Battaglia del 27 febbraio 1945 quando i partigiani inflissero una pesante sconfitta ai nazifascisti, liberando tutti i civili, tranne Corgini, rastrellati dai Militari della Repubblica Sociale, poche ore prima come risposta all’imboscata partigiana del giorno precedente in cui morirono quattro componenti delle brigate nere il capitano Gino Janni e i militari Luigi Sanseverino, Lino Luppi e Domenico Cocchi e due soldati tedeschi.
Di fronte alla minaccia dei nazifascisti di uccidere gli ostaggi se non fossero stati consegnati i colpevoli dell’attacco, tutti i distaccamenti partigiani della zona si riunirono a Fabbrico e per la prima volta attaccarono in campo aperto. Uno scontro violentissimo quelle che si svolse nelle campagne in direzione Campagnola che consentì agli ostaggi di salvarsi dandosi alla fuga.
Al tramonto, al termine della Battaglia dodici persone erano rimaste sul terreno prive di vita: sei militi della brigata nera, uno della guardia nazionale repubblicana, un ufficiale tedesco, tre partigiani ed un ostaggio.
Quella storica vittoria del movimento di Liberazione, è stata ricordata anche oggi con una partecipata manifestazione alla presenza delle autorità, dei rappresentanti dell’Anpi, di tanti cittadini e degli studenti delle scuole.
A tenere il discorso ufficiale è stato Paolo Bolognesi che ha ricordato come dalla Resistenza sia nata la Costituzione Italiana ma anche quanto contrastato sia stato nel nostro Paese, il percorso verso la piena democrazia. ‘Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus e la Strage alla stazione di Bologna: tutte di matrice fascista – ricorda Paolo Bolognesi – c’è un filo diretto tra la Lotta di Liberazione e la difesa della Costituzione’.
In rappresentanza della Regione, l’Assessore reggiano Alessio Mammi: ‘Dobbiamo essere grati ai nostri caduti che hanno lottato per la nostra libertà e la nostra democrazia – dice al microfono di Buongiorno Reggio – Il modo di farlo è restare fedeli ai valori che li hanno ispirati e guidati’.
Parallelamente, anche quest’anno, una delegazione del Centro Studi Italia e dell’Unione Combattenti della Repubblica Sociale Italiana si è ritrovata a Villa Ferretti, dove 81 anni fa si barricarono i fascisti per un suo omaggio ai militari della Rsi caduti quel giorno. Una contemporaneità criticata dal consiglio comunale di Fabbrico: ‘Credo che la pacificazione – sottolinea il sindaco Roberto Ferrari – sia un elemento che caratterizza la maturità di una comunità, ma se è bilanciato dalla consapevolezza che pacificare non significa equiparare. Per questo, dopo il parere del Comitato per l’ordine e la sicurezza che ha consentito la contemporaneità della manifestazione, che avevamo chiesto che non avvenisse, non che fosse vietata la manifestazione, con un ordine del giorno votato in consiglio, abbiamo espresso dissenso per questa decisione’.
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