REGGIO EMILIA – C’è un filo sottile che unisce memoria e racconto e a volte basta una voce sul palco per farlo vibrare di nuovo. È quello che è accaduto al Teatro Cavallerizza, eccezionalmente scelto al posto della tradizionale Sala degli Specchi del Teatro Valli, per accogliere il ritorno nella sua Reggio, di Ermanno Cavazzoni.
Lo scrittore e sceneggiatore è stato al centro di una conversazione dedicata a un legame che ha attraversato anni, libri e avventure: la sua amicizia con lo scrittore Gianni Celati, originario di Sondrio scomparso nel 2022 e che rimane una figura centrale del secondo Novecento. Cavazzoni lo racconta attraverso lo sguardo più autentico possibile e la delicatezza di chi conosce il valore dei ricordi quando la vita cambia ritmo.
Nel nuovo libro ‘Storia di un’amicizia’ mescola episodi reali, passioni condivise e una sfilata di personaggi stravaganti. Il testo nasce dalle avventure realmente vissute insieme a Celati, dalle passioni letterarie condivise e dagli incontri con una costellazione di personaggi eccentrici e memorabili che hanno attraversato quegli anni. Cavazzoni descrivere il rapporto con Celati nato nel 1985 fra Boiardo, Platone e la passione per i poemi cavallereschi, per le ottave dell’Ariosto.
“Ci siamo conosciuti ad un convegno di fotografi, tra cui Luigi Ghirri, e scrittori nella casa di Ludovico Ariosto nel 1985, il tema era la via Emilia e la sua pianura. C’era Gianni Celati, appunto, doveva esserci anche Italo Calvino che non era venuto per una questione di salute, questioni gravi perché morirà di lì a poco. Io – ricorda Cavazzoni- avevo scritto un raccontino e ci tenevo a farlo sentire e far bella figura perché avevo una grande ammirazione per Celati, avevo letto ‘La banda dei sospiri’ che mi aveva fulminato con quella lingua approssimativa e buffa, che a scuola sarebbe stato bocciato, e quella sua famiglia come la mia e come la famiglia di chiunque, era una gabbia di matti”.
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