REGGIO EMILIA – 286 sfratti esecutivi nel 2025 nella nostra provincia, il 15,3% in più rispetto all’anno precedente. La rilevazione è del Ministero dell’Interno e colloca Reggio Emilia in controtendenza rispetto ai trend regionale e nazionali.
«C’è un dato politico e sociale su cui occorre fare chiarezza immediata: il 100% dei provvedimenti esecutivi emessi a Reggio Emilia è riconducibile a morosità incolpevole », dichiara Carlo Veneroni, Segretario Provinciale del SUNIA di Reggio Emilia. «Non registriamo un solo sfratto per finita locazione o per necessità del locatore. Significa che le famiglie reggiane non vengono cacciate perché il proprietario deve rientrare in possesso del bene, ma semplicemente perché non ce la fanno più a sostenere canoni di locazione che negli ultimi anni sono schizzati alle stelle, a fronte di salari reali e pensioni fermi al palo».
«Di fronte a questa realtà drammatica, la risposta del Governo con il nuovo Piano Casa e il ‘Decreto Sfratti’ è non solo del tutto inadeguata, ma ideologicamente dannosa – prosegue Veneroni -. Occorre un cambio di rotta immediato: il ripristino del Fondo Sostegno Affitti, un piano straordinario di risorse pubbliche per il recupero dei circa 100 mila alloggi ERP sfitti in Italia (a partire da quelli presenti sul nostro territorio), poteri reali ai Comuni per porre limiti alle locazioni turistiche brevi, come la nostra regione sta cercando di fare, e la necessità che il canone concordato venga sganciato dalle attuali dinamiche inflattive per rimanere realmente calmierato e tutelato”.







